fbpx AMCLI, Ebola: nessun rischio rilevante per il nostro Paese | Page 3 | Scienza in rete

AMCLI, Ebola: nessun rischio rilevante per il nostro Paese

Read time: 2 mins

L'Italia non corre rischi concreti di diffusione del virus Ebola sul territorio nazionale, sia per i ridotti scambi esistenti con i 3 paesi africani colpiti dall'epidemia (Liberia, Guinea e Sierra Leone) sia perché i tempi di incubazione dell'infezione, che sono al massimo di 21 giorni, sono inferiori a quelli di avvicinamento e traversata verso le coste italiane da parte degli immigrati provenienti dal Centro Africa.

Anche se il rischio è remoto, non bisogna però abbassare la guardia. L’Italia è in grado di fronteggiare sia sul piano diagnostico che assistenziale l’eventuale importazione dell’infezione dal focolaio Africano, ed è impegnata in prima linea nella lotta contro l’epidemia, partecipando ad un progetto della Comunità Europea che ha consentito, fin da marzo, l’installazione in loco di un laboratorio mobile.

E' questa la posizione di AMCLI - Associazione Italiana Microbiologi Clinici sul problema dell'epidemia di Ebola che ha colpito alcuni paesi del Centro Africa. "L'Italia partecipa con altri paesi europei al laboratorio mobile finanziato dalla Comunità Europea. Su richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il laboratorio è stato inviato in Guinea fin dall’esordio dell’epidemia, offrendo tecnologie e professionisti in grado di affiancare le autorità locali nella lotta contro la diffusione dell’infezione. Le attività diagnostiche svolte dal laboratorio mobile sono fondamentali per identificare, assistere ed isolare le persone infette, ricercare i contatti, riammettere nella comunità i sani e i guariti e, nel complesso, monitorare l’andamento dell’epidemia” spiega Maria Capobianchi, Direttore del Laboratorio di Virologia dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e membro del consiglio direttivo AMCLI.

In questa fase l’Italia ha una rete di monitoraggio di assoluta qualità che permette di seguire l'evoluzione dell'epidemia più importante sul piano numerico e più significativa per mortalità (oltre il 60%) degli ultimi anni. "Lo sforzo che siamo tutti chiamati a svolgere è quello di assistere ed aiutare le autorità locali a debellare la ritrosia e il sospetto con cui queste epidemie sono vissute dalle popolazioni locali e contribuire a monitorare attentamente l'evoluzione dell’infezione" aggiunge la Capobianchi.

Ufficio Stampa AMCLI

Sezioni: 
Canali: 
Dossier: 
Sanità

prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.