fbpx Chi sono gli scienziati più influenti? Ecco la classifica | Page 6 | Scienza in rete

Chi sono gli scienziati più influenti? Ecco la classifica

Read time: 2 mins

La multinazionale d'informazione economico-finanziaria Thomson Reuters ha condotto un’analisi della produzione scientifica degli ultimi undici anni, in modo da individuare le più influenti menti scientifiche del mondo.
The world’s most influential scientific minds è il titolo del report contenente i risultati di questo studio, che ha sfruttato i dati contenuti nella piattaforma Web of Science, prodotta e mantenuta proprio dagli esperti di Thomson Reuters, che raccoglie gli indici delle citazioni della letteratura scientifica – giornali, atti di conferenze, abstract, eccetera – divisi in base alla disciplina.

Analizzare questi database ha consentito di individuare quei ricercatori i cui lavori sono stati i più citati in ciascuna delle aree della ricerca scientifica. Sono 3200, con una netta prevalenza di americani salvo in alcuni campi come ecologia o scienze naturali. Gli italiani sono 55, dei quali solo 5 sono donne.

All’interno di questo insieme di studiosi c’è un piccolo sottogruppo di 17 scienziati che hanno pubblicato il maggior numero dei cosiddetti hot paper, cioè gli articoli di maggiore impatto in un determinato campo, nel 2012-2013. Questa classifica speciale è guidata da Stacey B. Gabriel, che ha firmato 23 hot paper e fa parte, come molti altri membri di questa lista, del Broad Institute of MIT and Harvard. Tolti due inglesi e due cinesi, tutti gli altri membri di questa lista lavorano in istituti americani.
La disciplina più gettonata è la biomedicina, con 12 scienziati su 17, mentre le scienze dei materiali si aggiudicano il secondo posto. 

Autori: 
Università e ricerca

prossimo articolo

Riforestazione: un’arma a doppio taglio da conoscere e gestire

campagna con foresta retrostante

A causa dell’abbandono massiccio delle campagne ogni anno i nuovi boschi guadagnano terreno e, in quasi tutti i casi, scegliamo di non gestirli. Questa ricolonizzazione non gestita rischia di ridurre la qualità ecologica degli ecosistemi agro-forestali, rendendoli meno resistenti al fuoco e più poveri di biodiversità.

Nell'immagine di copertina: Foreste e coltivazioni in coesione tra sviluppo naturale e gestione a Gaiole di Chianti (Siena). Crediti: Enrico Ugo Pasolini

«Ai miei tempi qui era tutta campagna, ci hanno ripetuto i nostri nonni davanti alle periferie delle loro città. È probabile che ai nostri figli noi diremo lo stesso, non davanti ai palazzi di una metropoli ma di fronte al verde di un bosco che fino a pochi anni fa non esisteva: «Ai miei tempi, questa era tutta campagna».