fbpx La Cina apre all'open access | Scienza in rete

La Cina apre all'open access

Primary tabs

Read time: 2 mins

La National Natural Science Foundation of China (NSFC) e l'Accademia Cinese delle Scienze (CAS) hanno annunciato che i ricercatori cinesi dovranno depositare i loro paper scientifici in archivi online e renderli accessibili al pubblico entro 12 mesi dalla pubblicazione.
Secondo i dati di Science Citation Index (SCI ), database gestito dalla Thomson Reuters, la produzione scientifica cinese è passata da 48.000 articoli del 2003, pari al 5,6% del totale mondiale, a più di 186.000 articoli nel 2012.
Cinque anni fa la CAS ha iniziato a sviluppare una banca dati per i lavori scientifici prodotti dai suoi istituti.
Da questo progetto è nato il portale IR GRID che contiene 400mila lavori.

Oltre a mettere a punto questa immensa biblioteca digitale, le autorità cinesi stanzieranno dei fondi per promuovere la ricerca su riviste open access. Verranno studiate delle linee guida per aiutare i ricercatori a districarsi in questo mondo in grande espansione che alcune volte riserva qualche sorpresa come ha dimostrato John Bohannon nella sua inchiesta pubblicata su Science lo scorso anno. 
Alcune università cinesi inoltre, stanno assumendo docenti universitari occidentali per insegnare ai propri ricercatori a scrivere articoli idonei per riviste ad alto impact factor. 

"Grazie a questo cambiamento si potrà facilitare la diffusione della conoscenza e accelerare la globalizzazione della scienza, trasformando la conoscenza in innovazione in modo rapido e beneficiando dello sviluppo sociale” hanno spiegato alcuni dei dirigenti dell’Accademia Cinese delle Scienze.

Autori: 
Sezioni: 
Editoria scientifica

prossimo articolo

Il Nobel per la chimica 2026 all'asimmetria delle molecole

disegno di molecole allo specchio

Due molecole possono essere identiche nella composizione, ma avere proprietà molto diverse perché sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È il fenomeno della chiralità, fondamentale per comprendere la chimica della vita e il funzionamento di molti farmaci. Il Nobel per la chimica 2026 premia Henri B. Kagan e Kenso Soai per aver dimostrato come un piccolissimo squilibrio tra due forme speculari possa essere amplificato durante una reazione chimica, fino a far prevalere quasi completamente una delle due. Scoperte che hanno trasformato la sintesi organica asimmetrica e aperto nuove prospettive per la ricerca.

Crediti immagine di copertina: ©Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Due molecole possono avere gli stessi atomi e la stessa formula, ma comportarsi in modo molto diverso se sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È da questo problema, apparentemente esclusivamente geometrico ma in realtà profondamente legato alla vita e al funzionamento stesso delle molecole che la compongono, che parte la motivazione del Nobel per la chimica 2026, assegnato a Henri B.