fbpx Allarme poliomielite, l’OMS dichiara l’allerta globale | Page 19 | Scienza in rete

Allarme poliomielite, l’OMS dichiara l’allerta globale

Read time: 2 mins

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato «lo stato di allerta per la salute pubblica globale». La decisione è stata presa a seguito della riunione del Comitato di Emergenza tenutasi nei giorni scorsi a Ginevra con la partecipazione delle rappresentanze degli Stati nei quali la poliomielite risulta attualmente presente (Afghanistan, Camerun, Guinea Equatoriale, Etiopia, Israele, Nigeria, Pakistan, Somalia e Siria).
L’allarme è scattato a seguito di diversi casi di poliomielite provenienti da Camerun, Pakistan e Siria nei primi mesi del 2014, un periodo climaticamente sfavorevole alla diffusione della malattia. Si teme perciò che il virus possa essere reintrodotto nelle aree considerate “polio-free” dalla persone in fuga da questi Paesi in conflitto e nei quali le scarse condizioni igieniche e il basso tasso di vaccinazioni ha permesso la diffusione della malattia.

Dall’inizio dell’anno sono state infettate 117 persone in dieci paesi, con la maggioranza dei casi in Pakistan.
Nel 2013 i casi totali sono stati 417, di cui il 60% esportati. Per evitare che la poliomielite lasci i Paesi in cui è presente, l’OMS ha emanato alcune raccomandazioni valide per i tre Stati esportatori secondo le quali tutti i viaggiatori in uscita dovrebbero essere vaccinati e avere un certificato che attesti l’immunizzazione.
Tali raccomandazioni resteranno in vigore per almeno sei mesi dall'ultimo caso di esportazione; misure simili verranno adottate negli altri sei Stati coinvolti ma dai quali la malattia non è stata esportata. L’allerta dell’OMS non giunge del tutto inattesa: già nel 2013 il virus è stato rilevato nell’acqua in Israele, un Paese fino ad allora considerato “polio-free”.
Alla fine dello scorso anno inoltre un gruppo di infettivologi ha lanciato l’allarme dalle pagine di The Lancet sottolineando che la cosiddetta “immunità di gregge” potrebbe non bastare a contrastare la diffusione della malattia, soprattutto negli Stati dell’Est Europa dove la copertura vaccinale è bassa.

In Italia circa il 95% della popolazione risulta protetto dall’infezione, anche se non se ne può escludere completamente la possibilità.
Va ricordato comunque che solo una minima parte dei soggetti infettati dal virus sviluppa la forma paralitica e quindi almeno la forma più grave dovrebbe rappresentare un evento estremamente raro nel nostro Paese. 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Dossier: 
Pandemie

prossimo articolo

Zoonosi: lo spillover non è una lotteria

disegno di lotteria da cui si estraggono virus

Il rischio zoonotico non è un evento casuale: è il risultato di interazioni sempre più intense tra attività umane ed ecosistemi. E se David Quammen, nel suo saggio "Spillover", proponeva l'immagine di una lotteria, anche gli studi più recenti sul commercio globale di fauna selvatica mostrano un quadro chiaro, nel quale le probabilità di spillover seguono traiettorie strutturate. Dobbiamo allora ripensare alla preparedness per intervenire non solo sulla risposta, ma anche sui sistemi che generano il rischio.

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere un premio: una vita nuova in spazi più larghi.