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Ranking THE, cresce ancora la posizione di Milano-Bicocca

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L’Università di Milano-Bicocca cresce ancora nella classifica mondiale “Times Higher Education 100 under 50” dedicata alle 100 università del mondo con meno di 50 anni. L’Ateneo passa dal 23° posto del 2013 al 21° di quest’anno.  Due posizioni in più rispetto allo scorso anno e ben quattro in più rispetto al 2011, quando si era classificato al 25° posto.

Milano-Bicocca è il primo Ateneo italiano in classifica, segue al 100esimo l’Università di Roma Tre, che quest’anno entra per la prima volta in classifica.

Il ranking  utilizza gli stessi 13 indicatori generali della Top 400 World Universities Rankings, che includono insegnamento, ricerca, trasferimento tecnologico e internazionalizzazione ma è ricalibrato per riflettere al meglio le caratteristiche delle giovani università.

Le nazioni con più Atenei in lista sono, a pari merito, Regno Unito e Australia (14). Gli Stati Uniti sono presenti con 8, la Spagna con 7 istituzioni, Francia e Germania con 6.

In totale, la classifica delle migliori 100 Università con meno di 50 anni comprende Atenei stanziati in 29 Paesi in tutto il mondo.

 

 

 

THE TIMES HIGHER EDUCATION 100 UNDER 50 2014, elaborazione grafica di Scienceonthenet.eu
(fonte dati: http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/)

TOP RANKED INSTITUTIONS

UKSpain FranceGermanyItaly
Lancaster UniversityPompeu Fabra UniversityUniversité Paris-SudUniversität UlmMilano - Bicocca
University of WarwickAutonomous University of BarcelonaUniversité Pierre et Marie CurieUniversität KonstanzRoma III
University of EssexAutonomous University of MadridUniversité Paris Diderot – Paris 7Universität Bayreuth 
Brunel UniversityUniversity of Rovira i VirgiliUniversité Montpellier 2Universität Bielefeld 
University of BathUniversity of VigoUniversité Claude Bernard Lyon 1Ruhr-Universität Bochum 
Plymouth UniversityPolytechnic University of ValenciaUniversité Paris DauphineUniversität Duisburg-Essen 
Heriot-Watt UniversityPolytechnic University of Catalonia   
University of Hertfordshire    
University of Surrey    
Loughborough University    
University of Strathclyde    
University of Kent    
Aston University    

Ufficio Stampa Milano-Bicocca

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Università

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.