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Dal bosone di Higgs allo smartphone

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Il 7 maggio presso l’Università Bocconi di Milano si terrà l'incontro "Dal bosone di Higgs allo smartphone" organizzato dal Gruppo 2003 e dall’Università Commerciale Luigi Bocconi.

Il convegno vuole sottolineare quanto sia importante il ruolo della ricerca di base per lo sviluppo tecnologico e la competitività della nostra industria. In Italia esistono, in molti campi della scienza, eccellenze di grande potenzialità, ma il trasferimento dei loro risultati al tessuto produttivo lascia ancora molto a desiderare. Ciò dipende non solo da questioni organizzative, ma ha radici anche nella tradizione culturale italiana: a fronte di una eccellente cultura e sensibilità umanistica, il nostro paese ha indubbiamente una limitata cultura scientifica e i media sembrano adeguarsi a questa situazione. Questa iniziativa vuole portare un contributo per la promozione dell’utilità sociale della ricerca.

Interverranno: Marco Ajmone Marsan, Luigi Ambrosio, Patrizio Bianchi, Marco Bocciolone (Pro-Rettore Politecnico di Milano a Lecco), Tito Boeri, Luca Carra, Leonardo Chiariglione, Speranza Falciano, Filippo Frontera e Carmelo Papa.

Iscrizione gratuita obbligatoria

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Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.