fbpx Dal bosone di Higgs allo smartphone | Scienza in rete

Dal bosone di Higgs allo smartphone

Primary tabs

Read time: 1 min

Il 7 maggio presso l’Università Bocconi di Milano si terrà l'incontro "Dal bosone di Higgs allo smartphone" organizzato dal Gruppo 2003 e dall’Università Commerciale Luigi Bocconi.

Il convegno vuole sottolineare quanto sia importante il ruolo della ricerca di base per lo sviluppo tecnologico e la competitività della nostra industria. In Italia esistono, in molti campi della scienza, eccellenze di grande potenzialità, ma il trasferimento dei loro risultati al tessuto produttivo lascia ancora molto a desiderare.
Ciò dipende non solo da questioni organizzative, ma ha radici anche nella tradizione culturale italiana: a fronte di una eccellente cultura e sensibilità umanistica, il nostro paese ha indubbiamente una limitata cultura scientifica e i media sembrano adeguarsi a questa situazione. Questa iniziativa vuole portare un contributo per la promozione dell’utilità sociale della ricerca.

Interverranno: Marco Ajmone Marsan, Luigi Ambrosio, Patrizio Bianchi, Marco Bocciolone (Pro-Rettore Politecnico di Milano a Lecco), Tito Boeri, Luca Carra, Leonardo Chiariglione, Speranza Falciano, Filippo Frontera e Carmelo Papa.

Iscrizione gratuita obbligatoria

 

Autori: 
Sezioni: 
Convegno

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.