fbpx Dal bosone di Higgs allo smartphone | Scienza in rete

Dal bosone di Higgs allo smartphone

Primary tabs

Read time: 1 min

Il 7 maggio presso l’Università Bocconi di Milano si terrà l'incontro "Dal bosone di Higgs allo smartphone" organizzato dal Gruppo 2003 e dall’Università Commerciale Luigi Bocconi.

Il convegno vuole sottolineare quanto sia importante il ruolo della ricerca di base per lo sviluppo tecnologico e la competitività della nostra industria. In Italia esistono, in molti campi della scienza, eccellenze di grande potenzialità, ma il trasferimento dei loro risultati al tessuto produttivo lascia ancora molto a desiderare.
Ciò dipende non solo da questioni organizzative, ma ha radici anche nella tradizione culturale italiana: a fronte di una eccellente cultura e sensibilità umanistica, il nostro paese ha indubbiamente una limitata cultura scientifica e i media sembrano adeguarsi a questa situazione. Questa iniziativa vuole portare un contributo per la promozione dell’utilità sociale della ricerca.

Interverranno: Marco Ajmone Marsan, Luigi Ambrosio, Patrizio Bianchi, Marco Bocciolone (Pro-Rettore Politecnico di Milano a Lecco), Tito Boeri, Luca Carra, Leonardo Chiariglione, Speranza Falciano, Filippo Frontera e Carmelo Papa.

Iscrizione gratuita obbligatoria

 

Autori: 
Sezioni: 
Convegno

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.