fbpx Due complici per la morte improvvisa | Page 9 | Scienza in rete

Due complici per la morte improvvisa

Read time: 1 min

Ad armare la mano del gene responsabile di circa la metà dei casi clinici di sindrome del QT lungo, chiamato KCNQ1, è un altro gene, in sigla KCNQ1. La diversa penetranza del primo dipende infatti, almeno in parte, dalla presenza di varianti comuni dell'altro, che nelle persone normali inducono solo un lieve e ininfluente allungamento dell'intervallo QT all'elettrocardiogramma, ma che insieme ai difetti del primo fanno raddoppiare il rischio di sincope e morte improvvisa. L'effetto letale dell'associazione è stato individuato, con il sostegno di Telethon, dai ricercatori guidati da Peter Schwartz, dell'Università di Pavia, in collaborazione con un gruppo internazionale, in una popolazione preziosa per i genetisti: 500 sudafricani discendenti da un unico progenitore olandese, giunto a Cape Town nel 1690. In questa famiglia ben 205 persone presentano una mutazione a carico del gene KCNQ1, identica a quella del loro antenato. Eppure, a parità di difetto genetico, il 20-30 per cento non ha aritmie. A scatenarle sarebbe la presenza di varianti patologiche nel gene modificatore.

Circulation pubblicato online il 12 ottobre 2009 doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.879643

 

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.