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Giovanni Destro Bisol

Insegna Antropologia e Biodiversità umana presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Roma “La Sapienza”. I suoi interessi di ricerca riguardano l’effetto dei fattori ambientali e socio-culturali sulla struttura genetica delle popolazioni umane in differenti contesti geografici. Dal 2004 dirige l’Istituto Italiano di Antropologia www.isita-org.com e la Rivista Journal of Anthropological Sciences. E’ Associate Editor di BMC Evolutionary Biology e fa parte dell’Editorial Board di Human Biology. Nel 2003 ha vinto il premio internazionale per l’Antropologia Fisica “Fabio Frassetto”, bandito dall’Accademia Nazionale dei Lincei.

Cinque migliori lavori

Pascali VL, Bisol GD, et al.  Chimpanzee DNA profiles on trial. Nature. 1994 Feb 24;367(6465):692-3.
Tishkoff SA, Destro-Bisol G, et al. Haplotype diversity and linkage disequilibrium at human G6PD: recent origin of alleles that confer malarial resistance. Science. 2001 Jul 20;293(5529):455-62.
Destro-Bisol G et al. Variation of female and male lineages in sub-Saharan populations: the importance of sociocultural factors. Molecular Biology and Evolution . 2004 Sep;21(9):1673-82.
Destro-Bisol G et al. The analysis of variation of mtDNA hypervariable region 1 suggests that Eastern and Western Pygmies diverged before the Bantu expansion. American Naturalist 2004 Feb;163(2):212-26.
Destro-Bisol G et al. Molecular anthropology in the genomic era. Journal of Anthropological Sciences 2010;88:93-112.

La razza bianca? Cinque domande e una mozione

Ku Klux Klan mascotte. Cerimonia di iniziazione ad Atlanta, Georgia, 24 luglio 1948. Credit: Image Editor / Flickr. Licenza: CC BY-SA 2.0.

In questi giorni si è tornato a parlare di diversità umana dopo che un esponente politico lombardo ha invocato un argine a difesa della “razza bianca”, la quale (lui dice) sarebbe messa a repentaglio dagli attuali flussi migratori massicci e senza controllo. Lascio ad altri e più competenti il compito di chiarire gli aspetti demografici e sociali del problema, provando a concentrarmi su quelli più squisitamente antropologici.

Scienza aperta e integrità della ricerca

La cupola del telescopio Hale che si apre al tramonto presso l'Osservatorio Palomar. Credit: Coneslayer / Wikipedia. Licenza: CC BY 3.0.

Il tema della research integrity, termine che si riferisce a una visione complessiva dei principi, valori e comportamenti essenziali per una conduzione responsabile delle attività che concorrono alla ricerca scientifica, ha assunto una notevole importanza nel dibattito internazionale. Questo si lega ai profondi e continui cambiamenti nei processi di produzione e comunicazione scientifica che hanno avuto inizio con l’avvento della rete e dei metodi digitali.

Scientific data sharing: ricerca e open science, un workshop

Lo sviluppo di modelli e strumenti per una maggiore e più efficace condivisione dei dati rappresenta attualmente uno degli obiettivi prioritari per il mondo della ricerca. Mettere in comune dati e conoscenze non può che essere un fattore di progresso e un elemento in grado di favorire pratiche scientifiche più rigorose e trasparenti. E non solo! Tutti, dai singoli cittadini alle istituzioni, possono beneficiare dei vantaggi offerti da questa rivoluzione.

A fronte di vantaggi e potenzialità, alcuni importanti interrogativi devono, tuttavia, trovare una risposta:

"Opening Science to Society": educare alla condivisione

La rivoluzione digitale ha trasformato radicalmente i processi di produzione e diffusione dei risultati scientifici. Società scientifiche, comitati editoriali delle riviste ed enti di finanziamento sembrano oramai consapevoli del fatto che una condivisione robusta ed efficace dei dati sia indispensabile per sfruttare appieno le nuove acquisizioni, ottimizzare l’uso delle risorse e contribuire ad una scienza rigorosa e riproducibile. Sembrerebbe, quindi, che il processo sia ormai ben avviato e basti semplicemente attendere che il tempo produca i risultati attesi.

Il data sharing può favorire il progresso scientifico

Esiste ormai un ampio consenso  nella comunità scientifica sull’importanza  che la disponibilità integrale dei risultati della ricerca riveste ai fini della verifica di nuove ipotesi, del controllo di eventuali errori sperimentali, della validazione di nuovi strumenti d’analisi e della pianificazione di nuovi studi. In un solo concetto, per un più veloce progresso scientifico!