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A colloquio con Rob Hopkins

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Giovedì 13 marzo Rob Hopkins sarà ospite di Fondazione Cariplo per una lecture sulla resilienza, partendo dall'esperienza inglese delle Città di transizione, movimento che persegue un modello sostenibile non dipendente dal petrolio.

Rob Hopkins è tra i fondatori del movimento Transition Town e del Network che supporta le comunità in un percorso per aumentare la propria resilienza attraverso un ampio range di azioni proposte dai cittadini. È autore di pubblicazioni e libri quali The Transition Handbook, The Transition Companion e The Power of Just Doing Stuff: How Local Action Can Change the World. Hopkins sostiene fortemente l’importanza delle economie locali ed è fautore di un “ottimismo impegnato” in risposta alle attuali sfide globali.
Le sue idee gli sono valse un Ph.D all’Università di Plymouth e un Honorary Doctorate presso l’Università del West of England. Il quotidiano inglese “The Indipendent” ha inserito Hopkins nella classifica delle 100 personalità inglesi che si sono distinte per meriti ambientalisti.
Hopkins è stato inoltre nominato Ashoka Fellow nel 2008. Scrive di transizione e altre sfide nel suo blog

COMUNITA’ RESILIENTI

Lecture di Rob Hopkins

Giovedì 13 Marzo ore 15.30 - Centro Congressi Fondazione Cariplo - Via Romagnosi, 8 – Milano

PROGRAMMA

15.00           Registrazione

15.30           Introduzione di Pier Mario Vello – Segretario Generale Fondazione Cariplo

15.40           Lecture di Rob Hopkins

16.40           Domande e dibattito

17.30           Chiusura dei lavori

Diretta streaming sul sito della Fondazione

 

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.