fbpx Consiglio Comunale di Bergamo in sost | Page 2 | Scienza in rete

Consiglio Comunale di Bergamo in sost

Read time: 1 min

Il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato una mozione di sostegno a Silvio Garattini, all’Istituto di Ricerche Mario Negri e alla ricerca farmacologica.

Questo documento si è reso necessario dopo che da qualche mese alcune organizzazioni, che si prefiggono di difendere gli animali hanno dato inizio a una campagna aggressiva e dannosa nei confronti degli istituti di ricerca farmacologica. L’attività di queste organizzazioni è sfociata negli attacchi sempre più violenti nel linguaggio fino alle minacce di morte nei confronti di Silvio Garattini.
“L’attività di ricerca e sperimentazione è indispensabile per la cura delle persone in condizioni di fragilità e malattia, e che senza la possibilità di utilizzare gli animali tale attività sarebbe fortemente penalizzata, con grave pregiudizio nella possibilità di cura” si legge nel testo della mozione approvata all’unanimità dei presenti in Consiglio.
Nel testo viene sottolineato come “la ricerca e sperimentazione si avvale della possibilità di utilizzo degli animali trattati con tutte le cure della corretta replicazione scientifica riconosciute dalla letteratura internazionale e che tali pratiche non possono essere definite”vivisezione””.

Il Consiglio comunale si impegnerà, inoltre, a rendersi disponibile per un’azione di informazione e sensibilizzazione della comunità civile affinché, attraverso una serie di iniziative scientifico culturali, si conoscano le vere modalità e procedure di utilizzo degli animali utili alla ricerca scientifica.

Mozione del Consiglio Comunale di Bergamo di sostegno di Silvio Garattini

Autori: 
Sezioni: 
Sperimentazione animale

prossimo articolo

Come non pubblicare in medicina: perché le riviste rifiutano i lavori

macchina da scrivere

Tra errori clamorosi, vizi strutturali e nuove sfide come l’intelligenza artificiale, il nuovo libro di Luca De Fiore, "Come non pubblicare in medicina" (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), ribalta con ironia le regole della pubblicazione scientifica per mostrarne i limiti più profondi. Non solo un manuale per evitare brutte figure , ma una riflessione su un sistema imperfetto e sempre più bisognoso di trasparenza, ma ancora necessario.

«Gentile direttore del New England Journal of Medicine…»: peccato che l’indirizzo fosse quello dell’editor di Jama. È successo mille volte, racconta Robert M. Golub: il destinatario era lui, all’epoca executive deputy editor della seconda rivista, e tutte le volte che ha letto un’intestazione così clamorosamente sbagliata ha pensato che gli autori della mail non dovessero essere campioni della cura del dettaglio. Succede. Come succede di dimenticarsi le tracce delle revisioni ancora visibili o di inciampare in sciatterie di formattazione, e anche molto peggio.