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Il 24 novembre è stato fatto un passo dal grande valore storico per cercare di risolvere la complicata questione del nucleare iraniano. Dopo 4 giorni di trattative serrate intercorse tra Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania e l'Iran, il governo di Teheran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le maggiori potenze non imporranno per i prossimi sei mesi sanzioni all’Iran. Si tratta però di un accordo limitato nel tempo che permetterebbe la prosecuzione dei colloqui per una soluzione definitiva del conflitto che si era creato tra il regime di Teheran e le potenze occidentali.

Sull’accordo  "ad interim" sul nucleare iraniano, tra le tante di prese di posizione e dichiarazioni, quella degli officers del Pugwash Conferences on Science and World Affairs è di particolare importanza e chiarezza. Nel documento si riconosce il valore storico di un accordo per troppo tempo ritardato, ma si mette anche bene in risalto che adesso il lavoro negoziale deve continuare per arrivare rapidamente ad un accordo finale. Come sempre, il Pugwash continuerà a operare per favorire il dialogo e il confronto pacifico, unica strada per risolvere i problemi di sicurezza regionale e globale.

 

Dichiarazione del Pugwash Conferences on Science and World Affairs

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Nucleare

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Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.