fbpx Ricercatori all'asta su e-Bay | Scienza in rete

Ricercatori all'asta su e-Bay

Primary tabs

Read time: 1 min

L'idea è venuta a un italiano, Raffaele Cimina, che dirige la Sbarro Health Research Organization (SHRO) alla Temple University di Filadelfia. In collaborazione con l'Università di Siena, ha messo un bando su e-Bay per raccogliere fondi a sostegno della ricerca oncologica, cardiovascolare e sul diabete. In pratica si offre al miglior offerente la possibilità di intitolare un progetto di ricerca al donatore o a chiunque altro egli desideri, incontrare il ricercatore e visitare il suo laboratorio.

Con l'iniziativa, chiamata "Sponsor a scientist", ci si propone di finanziare almeno una borsa di studio annuale per la formazione di un ricercatore laureato, ma, se le cose andassero bene, i promotori non escludono neppure di raccogliere i fondi necessari per cinque scienziati. Purtroppo il primo tentativo di finanziarsi in modo così creativo non sembra aver avuto molto successo. L'offerta base di 25.000 dollari non è stata accolta da nessuno: ma  Cimina non si arrende e conta di riprovarci dopo aver fatto conoscere meglio l'iniziativa.

Nature 2009; 461: 553

Autori: 
Sezioni: 
Bandi

prossimo articolo

Terra dei Fuochi: quale scienza serve dopo la sentenza?

incendio nella terra dei fuochi

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi ha riconosciuto che le conoscenze accumulate nel tempo erano già sufficienti a imporre misure di protezione della popolazione. A più di un anno e mezzo dalla condanna dell’Italia, la questione non è quindi soltanto produrre nuove prove sui danni ambientali e sanitari, ma capire quale ricerca serva oggi: una sorveglianza continua e più fine sul territorio, capace di integrare ambiente e salute, individuare le popolazioni più esposte e verificare se gli interventi di prevenzione e risanamento stiano davvero riducendo i rischi.

Nell'immagine di copertina: incendio ad Afragola, 2012. Crediti: Gianluca Rizzi/Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0

Il 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non avere protetto adeguatamente la popolazione della Terra dei Fuochi da un rischio ambientale e sanitario conosciuto da molti anni. È trascorso più di un anno e mezzo: poco rispetto alla lunga storia di questo territorio, ma più che sufficiente per chiedersi che cosa la sentenza possa cambiare anche nel modo di produrre e utilizzare le conoscenze su ambiente e salute.