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Ricercatori all'asta su e-Bay

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L'idea è venuta a un italiano, Raffaele Cimina, che dirige la Sbarro Health Research Organization (SHRO) alla Temple University di Filadelfia. In collaborazione con l'Università di Siena, ha messo un bando su e-Bay per raccogliere fondi a sostegno della ricerca oncologica, cardiovascolare e sul diabete. In pratica si offre al miglior offerente la possibilità di intitolare un progetto di ricerca al donatore o a chiunque altro egli desideri, incontrare il ricercatore e visitare il suo laboratorio.

Con l'iniziativa, chiamata "Sponsor a scientist", ci si propone di finanziare almeno una borsa di studio annuale per la formazione di un ricercatore laureato, ma, se le cose andassero bene, i promotori non escludono neppure di raccogliere i fondi necessari per cinque scienziati. Purtroppo il primo tentativo di finanziarsi in modo così creativo non sembra aver avuto molto successo. L'offerta base di 25.000 dollari non è stata accolta da nessuno: ma  Cimina non si arrende e conta di riprovarci dopo aver fatto conoscere meglio l'iniziativa.

Nature 2009; 461: 553

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Bandi

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Un pool di esperti prova ad allineare i bandi italiani agli standard internazionali

Un gruppo di esperti presieduto dall’infettivologo Matteo Bassetti e composto da Stefano Bertuzzi, Angela Liberatore, Carlo Mango, Francesca Pasinelli e Anna Pelagotti, e ispirato da Elena Cattaneo, ha dato ai bandi di ricerca italiani regole certe per potersi confrontare con le migliori pratiche di quelli europei e mondiali, sulla falsariga di ERC, NIH e UKRI. E dopo tanti errori ora si spera di riguadagnare la fiducia dei nostri ricercatori che non ci credevano più. Per Elena Cattaneo, è un passo avanti importante, anche se ci sono ancora molti ostacoli. Un risultato positivo anche per la ministra all'Università e la ricerca Anna Maria Bernini, che ha istituito il gruppo di lavoro.
Nella foto, da sinistra a destra, Anna Pelagotti (CNR), Anna Maria Bernini (ministra MUR), Elena Cattaneo (Senatrice a vita), Matteo Bassetti (Università di Genova) e Angela Liberatore (European University Institute).

È da tempo che aspettavamo un sistema di bandi che garantisse una valutazione equa e indipendente, e che non stonasse rispetto alla ricerca competitiva d’eccellenza degli altri Paesi avanzati. Ebbene, quel momento si avvicina almeno un po’ con la pubblicazione delle “Linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca”, che riportiamo in anteprima in questo link.