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I laghi nascosti del Polo Sud

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Sotto i ghiacci dell'Antartide si nasconde una rete di laghi e canali molto più dinamica di quanto si pensasse. Lo ha scoperto Ian Joughin, dell'Università di Washington, mappando ben 124 laghi invisibili all'esterno attraverso un sistema laser che utilizza un satellite della NASA chiamato ICESat. Mentre i laghi più interni tendono a mantenere stabile il loro livello nel tempo, quelli più vicini alla costa, spesso collegati da canali lunghi anche centinaia di chilometri, si riempiono e si svuotano.  «L'acqua che scorre sotto i ghiacciai potrebbe agire da lubrificante» ha spiegato il ricercatore, «favorendo lo scivolamento dei blocchi solidi nell'oceano e contribuendo così al loro innalzamento».

New Scientist  14 settembre 2009

 

 

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glaciologia

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).