fbpx Lunga vita ad Hubble | Scienza in rete

Lunga vita ad Hubble

Read time: 2 mins

omega centaury globular cluster La riparazione del telescopio spaziale Hubble ha dato i suoi frutti. Grazie alla missione di servizio 4 (SM4), una nuova fotocamera a grandangolo (Wide Field Calmera WFC3) ha ripreso alcune immagini ad alta risoluzione (luce visibile e UV) di spettacolari scorci dello spazio. I colori dell’ammasso globulare Omega Centauri sono più brillanti che mai. Nella gamma cromatica si distinguono i passaggi dell’evoluzione delle stelle: da adulte che risplendono per la fusione dell’idrogeno (giallo), passano ad uno stadio progressivamente più freddo durante il quale si espandono (da arancio a rosso) fino a quando non hanno espulso la maggior parte della loro massa ed esaurito quasi tutto l’idrogeno (blu). Per continuare a sprigionare energia le stelle iniziano allora a fondere l’elio del core e cominciano ad emettere luce nello spettro UV. Terminato anche l’elio, le stelle sono nane bianche (azzurro) che si spengono gradualmente per miliardi di anni contraendosi fino ad una dimensione paragonabile a quella della Terra. Contrariamente a quanto si riteneva in passato, queste immagini ci testimoniano l’esistenza ammassi globulari che contengono stelle di età diversa.

atlantis&hubble telescope in front of Sun

 

 

Immagine dello shuttle Atlantis e del telescopio Hubble (indicati dalla freccia) durante la SM4. Questo scatto riprende il loro passaggio di fronte al Sole nel maggio 2009.

(immagini della missione qui)

 

 

Fonte: NASA

Autori: 
Sezioni: 
astronomia

prossimo articolo

Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Particolare di una formazione di ghiaccio

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?