fbpx Lunga vita ad Hubble | Scienza in rete

Lunga vita ad Hubble

Primary tabs

Read time: 2 mins

omega centaury globular cluster La riparazione del telescopio spaziale Hubble ha dato i suoi frutti. Grazie alla missione di servizio 4 (SM4), una nuova fotocamera a grandangolo (Wide Field Calmera WFC3) ha ripreso alcune immagini ad alta risoluzione (luce visibile e UV) di spettacolari scorci dello spazio. I colori dell’ammasso globulare Omega Centauri sono più brillanti che mai. Nella gamma cromatica si distinguono i passaggi dell’evoluzione delle stelle: da adulte che risplendono per la fusione dell’idrogeno (giallo), passano ad uno stadio progressivamente più freddo durante il quale si espandono (da arancio a rosso) fino a quando non hanno espulso la maggior parte della loro massa ed esaurito quasi tutto l’idrogeno (blu). Per continuare a sprigionare energia le stelle iniziano allora a fondere l’elio del core e cominciano ad emettere luce nello spettro UV. Terminato anche l’elio, le stelle sono nane bianche (azzurro) che si spengono gradualmente per miliardi di anni contraendosi fino ad una dimensione paragonabile a quella della Terra. Contrariamente a quanto si riteneva in passato, queste immagini ci testimoniano l’esistenza ammassi globulari che contengono stelle di età diversa.

atlantis&hubble telescope in front of Sun

 

 

Immagine dello shuttle Atlantis e del telescopio Hubble (indicati dalla freccia) durante la SM4. Questo scatto riprende il loro passaggio di fronte al Sole nel maggio 2009.

(immagini della missione qui)

 

 

Fonte: NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.