fbpx Zanzare in campo contro la dengue | Page 4 | Scienza in rete

Zanzare in campo contro la dengue

Primary tabs

Read time: 2 mins

Nella lotta contro le malattie infettive sono state per la prima volta impiegate sul campo zanzare modificate geneticamente. Non è nuova l’idea di sfruttare gli insetti per combattere dengue e malaria, mirando ai vettori degli agenti responsabili delle due importanti e diffuse malattie tropicale. Finora però si è cercato soprattutto di inserire nell’ambiente zanzare maschio sterili, che potessero competere con quelle fertili riducendone la prolificità. Questo approccio tuttavia ha mostrato i suoi limiti: gli insetti resi sterili tramite irradiazione non reggevano il confronto con gli altri. Un’azienda di biotecnologie britannica, la Oxitec, ha provato  allora un’altra strada, selezionando un ceppo di zanzare incapaci di sopravvivere e raggiungere l’età adulta senza particolari fattori forniti in laboratorio ma assenti nell’ambiente naturale. Poi è andata anche oltre, liberando nel corso di un mese quasi 20.000 esemplari maschi su un’area dell’isola Gran Cayman: dai dati raccolti in seguito è emerso che gli insetti geneticamente modificati erano riusciti ad accoppiarsi con un percentuale di successo pari alla metà di quella degli insetti wild, un valore sufficiente a incidere sulla popolazione, dal momento che il 10 per cento delle larve esaminate è risultato portatore della mutazione. I ricercatori hanno annunciato di aver già ripetuto l’esperimento su più larga scala e per un periodo più prolungato, ottenendo una riduzione dell’80 per cento del numero di zanzare nella zona bersaglio. Sebbene l’approccio sia promettente, non sono mancate le polemiche: prima di tutto per il fatto che l’esperimento sia stato condotto in segreto, per cui l’Organizzazione mondiale della sanità sta mettendo a punto linee guida per indicare come questo tipo di esperimenti debba essere condotto in futuro. Ma, aggiunge il New York Times che ha dato largo spazio alla notizia, anche per il fatto che più del 3 per cento degli insetti geneticamente modificati sembra aver già aggirato la mutazione indotta dagli scienziati, riuscendo comunque a raggiungere l’età adulta.

Nature Biotechnology  pubblicato online il 30 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Olimpiadi invernali: e l'ambiente?

panorama verde sul lago fedaia

Le Olimpiadi impattano molto sull’ambiente per varie ragioni: il maggiore consumo energetico aumenta le emissioni di gas serra, mentre le infrastrutture per le gare e i trasporti aumentano il consumo di suolo e il consumo idrico in territori già fortemente indeboliti dal cambiamento climatico. La copertura nevosa in montagna è infatti in calo da decenni, soprattutto sotto i 2000 metri di quota, mentre le temperature crescenti mettono a dura prova le stagioni di turismo invernale, per cui si ricorre ormai da tempo alla neve artificiale.

Foto: panorama sulle Dolomiti tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con poca copertura nevosa (di Cecilia Giorgi, gennaio 2026)

Le Olimpiadi uniscono i popoli, e in questo periodo in cui tutti vogliono farsi la guerra forse è un bene che ci siano. Certo, l’ideale sarebbe farle con molta più sobrietà, soprattutto dal punto di vista degli impatti ambientali. Questo confronto fotografico prima-dopo pubblicato da Altreconomia ne è la prova: grandi superfici naturali sono state quasi rase al suolo dai lavori per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.