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Virus cattivo con i teenager

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Sarà pure più leggera della forma stagionale, come si continua a ripetere in Italia, ma i numeri della nuova influenza che vengono da oltre oceano sono tutt'altro che rassicuranti: Anne Schuchat, direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases dei CDC di Atlanta ha dichiarato che tra settembre e i primi giorni di ottobre, negli Stati Uniti, sono deceduti a causa dell'influenza H1N1 43 bambini e ragazzi, mentre nel corso di un'intera stagione invernale, sulla base dei dati degli ultimi tre anni, ne soccombono una cifra variabile da 46 a 88. Le piccole vittime statunitensi, dall'inizio della pandemia, sono state 86, 11 nell'ultima settimana. Gli esperti sono inoltre sorpresi del fatto che la metà dei decessi registrati tra i più giovani dalla fine di agosto non si è verificata tra i più piccoli, teoricamente più indifesi, ma tra gli adolescenti.

CDC weekly report

Autori: 
Sezioni: 
Influenza
stato: 
pronto

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Adolescenti: poca corteccia molto rischio

adolescenti

Convincere gli adolescenti a seguire i vari comportamenti anti-Covid-19 al rientro a scuola, ma anche in tutti gli altri ambienti, è una questione che deve fare i conti con le caratteristiche di sviluppo del cervello sotto i vent'anni circa. Le neuroscienze ci danno una spiegazione che dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione.

Immagine: Pixabay License.

In questa fase della pandemia hanno trovato un piccolo spazio, grazie alla regolare ripartenza delle scuole, nonostante i timori. Gli interrogativi legati alla loro sicurezza sono emersi da subito: indosseranno la mascherina quando necessario? Manterranno il distanziamento fisico? Saranno consapevoli dei rischi che questo virus comporta a loro stessi e, soprattutto, ai loro genitori e nonni? Fra tutti i periodi della vita, infatti, ce n’è uno che pare il più controverso.