fbpx Venere e i suoi vulcani | Page 15 | Scienza in rete

Venere e i suoi vulcani

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sei anni di dati raccolti dalla sonda dell'ESA Venus Express mostrano importanti variazioni nella quantità di anidride solforosa presente nell'atmosfera di Venere: un'intrigante spiegazione chiama in causa grandi eruzioni vulcaniche.

Nel 2006, appena arrivata alla sua destinazione, Venus Express cominciò a rilevare un significativo aumento nella densità media di anidride solforosa presente nell'atmosfera del pianeta, seguito, nei mesi successivi, da una altrettanto rapida diminuzione. Negli ultimi tempi la densità si è nuovamente riportati su valori dieci volte più grandi. Le elevate concentrazioni registrate dalla sonda non possono che puntare a un'origine recente. Il gas, infatti, non appena raggiunge l'alta atmosfera di Venere viene rapidamente distrutto dalla radiazione solare e dunque ci deve essere un meccanismo in grado di rifornirlo.

In uno studio pubblicato su Nature Geoscience, Emmanuel Marcq (Laboratoire Atmosphère, Milieux, Observations Spatiales) e i suoi collaboratori suggeriscono due possibili spiegazioni. Una di queste chiama in causa l'esistenza di una variabilità decennale nella circolazione atmosferica di Venere, che risulterebbe dunque molto più complessa di quanto oggi sappiamo. L'ipotesi che riscontra più favori, però, potrebbe essere quella vulcanica: l'eccesso di anidride solforosa registrato dalla Venus Express sarebbe cioè da imputare a recenti eruzioni vulcaniche. Sulla superficie di Venere si innalzano molti vulcani, ma individuare la struttura responsabile è quasi impossibile. La rapida circolazione atmosferica del pianeta, infatti, è in grado di disperdere in pochi giorni l'anidride solforosa su tutto quanto il pianeta.

Una conferma indiretta dell'ipotesi vulcanica verrebbe da precedenti osservazioni infrarosse della superficie di Venere. In esse, i flussi lavici individuati sulla cima di alcuni coni vulcanici mostravano una composizione differente da quelli circostanti, una caratteristica che punta in direzione di un'origine recente.

ESA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

dispositivi medici per terapia intensiva

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.

A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029.  L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.