fbpx Un'altra bocciatura per il PSA | Page 28 | Scienza in rete

Un'altra bocciatura per il PSA

Primary tabs

Read time: 1 min

Più della metà di coloro che hanno risposto a un sondaggio di Journal Watch sull’argomento sono d’accordo con la posizione presa in questi giorni dalla Preventive Services Task Force statunitense, che a sua volta ha confermato quella di molte altre società scientifiche: sottoporre allo screening per il cancro alla prostata dosando il PSA uomini sani e senza sintomi non aumenta le loro speranze di vita, ma aumenta solo i rischi legati alle procedure di diagnosi e cure. La commissione del governo americano ha esaminato i 5 maggiori trial condotti finora sull’argomento: i vantaggi in termini di sopravvivenza osservati in uno di questi lavori sono limitati alla fascia di età compresa tra i 55 e i 69 anni e non sono confermati da un'altra ricerca di pari qualità. Alla luce di questo, l’alta incidenza di effetti collaterali indesiderati legati agli accertamenti diagnostici e alle terapie non consente di raccomandare lo screening alla popolazione. Oltre all’alto rischio di impotenza e incontinenza urinaria conseguenti all’intervento, infatti, la mortalità perioperatoria risulta dello 0,5% e la possibilità di eventi cardiovascolari conseguenti all’operazione va dallo 0,6 al 3%. 

Pubblicato sugli Annals of Internal Medicine il 7 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Screening

prossimo articolo

Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.