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Una petizione sui precari

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L'Associazione precari della ricerca italiani firmano una petizione indirizzata al MIUR e al ministro Gelmini per chiedere conto del Programma "Futuro in ricerca" che ha destinato 50 milioni di euro in bandi rivolti a giovani docenti e ricercatori. Peccato che, chiusi i bandi a febbraio di quest'anno, siano passati di gran lunga i regolamentari 180 giorni senza che il MIUR abbia resi pubblici i risultati del bando. Preoccupati, i ricercatori chiedono ora di conoscere al più presto gli esiti delle valutazioni, e commentano: "Benché affidare la propria carriera a questo programma sia come far affidamento su una vincita del Lotto, se voi aveste giocato al Lotto non vorreste almeno conoscere i numeri estratti". Da parte sua il Gruppo 2003 chiede che si dia risposta a queste richieste.

La petizione

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Definire e mappare la povertà educativa in Italia è il primo passo per costruire interventi efficaci e favorire lo sviluppo di competenze fondamentali per la persona. Tra queste, quelle socio-emotive, come curiosità, empatia e resilienza, sono decisive per la crescita personale e professionale. Il progetto ENRICH le ha rilevate per la prima volta con un campione rappresentativo su scala nazionale, e i risultati fanno riflettere.

Che cos’è la povertà educativa? Definirla non è mai stato semplice, complice il fatto che questo concetto ha spesso assunto significati diversi e che solo in tempi recenti ha acquisito attenzione sistematica a livello economico e sociologico. Storicamente, e come a volte permane nel senso comune, povertà educativa era sinonimo di analfabetismo. Un problema, quindi, da considerare marginale nei Paesi “avanzati” e risolvibile con una scolarizzazione di massa.