fbpx Un incredibile dinamometro | Scienza in rete

Un incredibile dinamometro

Primary tabs

Read time: 2 mins


Il rilevatore creato al NIST
(Credit: Bollinger/NIST)

Utilizzando un microscopico cristallo di berillio, presso i laboratori del NIST è stato realizzato un rilevatore in grado di misurare forze dell’ordine degli yoctonewton in un solo secondo.

Già un newton – più o meno il peso di una piccola mela – è una forza modesta, risulta pertanto davvero difficile anche solo immaginare un yoctonewton, cioè un quadrilionesimo di tale forza. E' più o meno il peso di un atomo di rame e gli amanti dei numeri possono indicarlo scrivendo un numero decimale che, dopo lo zero e la virgola, presenti una fila di 23 zeri al termine dei quali finalmente fa capolino un uno. Non si fatica a intuire che misure di questo livello sono ai limiti dell’impossibile, eppure al NIST (National Institute of Standard and Technology) sono riusciti a misurare 390 yoctonewton in un tempo di misurazione di un secondo.

Il cuore del rilevatore è un minuscolo cristallo, composto da una sessantina di ioni di berillio, intrappolato grazie a un campo elettromagnetico in una camera a vuoto e mantenuto a una temperatura di circa 1/2000 di grado sopra lo zero assoluto. La misurazione avviene registrando come la forza applicata al dispositivo sia in grado di influenzare il moto oscillatorio degli ioni cambiando in tal modo la loro capacità di riflettere un raggio laser.

Il dispositivo, la cui descrizione è apparsa in un articolo pubblicato su Nature Nanotechnology, è frutto di quindici anni di ricerca e sperimentazione e ha permesso di stabilire un nuovo record nella misurazione di forze microscopiche: la forza misurata dai fisici del NIST in questo esperimento è 1000 volte più piccola di quella rilevata in occasione del precedente primato.

NIST

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

(Ri)guardare ER nel 2026

screenshot dalla sigla di ER Medici in prima linea

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.

Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea

Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.