E' piccolo come un hobbit, la stirpe buona del Signore degli anelli. Alto circa un metro, con un cervello molto più piccolo di Homo erectus, l'esemplare dissotterrato sull'isola di Flores dell'arcipelago Indonesiano ha messo in subbuglio il mondo dell'evoluzionismo. Homo floresiensis, come è stato battezzato, risale a un periodo che va da 100mila a 17mila anni fa. Non si spiega allora come mai le sue fattezze sembrino più primitive di quelle di Homo erectus, che fu il primo ominide che lasciò il continente africano 1,8 milioni di anni fa. Uno studio recente pubblicato da un team internazionale su Human Evolution ha escluso che si tratti di una popolazione di uomini segnati da anomalie genetiche che ne possano spiegare la statura bassa e il cervello piccolo. In realtà c'è ormai un ampio consenso che Homo floresiensis costituisca una nuova specie, probabilmente una linea collaterale che discende da una specie più antica dello stesso erectus. Ma le domande senza risposta sono ancora molte: perché si è estinto? Proveniva anch'esso dalla culla africana? Solo ulteriori ricerche – in corso in altre isole dell'Indonesia – possono aiutarci a svelare il mistero che riapre i giochi del'evoluzione umana.
Un "hobbit" scuote l'evoluzione
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Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).
Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.