fbpx Perché consumiamo sempre più farmaci? Intervista a Silvio Garattini | Scienza in rete

Perché consumiamo sempre più farmaci? Intervista a Silvio Garattini

Silvio Garattini--
Tempo di lettura: 1 min

Il farmacologo Silvio Garattini, un vero testimone della nostra epoca, che non ha mai avuto timore di prendere posizioni anticonformiste e coraggiose, spiega i motivi che sono alla base del continuo aumento del consumo di farmaci, discute su quali sono i medicinali a maggior rischio di essere prescritti e assunti in maniera inappropriata e propone una rivoluzione culturale in grado di opporsi ai grandi interessi in gioco.

Intervista e montaggio di Natalia Milazzo, sigla di Jacopo Mengarelli
Immagine: Silvio Garattini (foto di Sergio Cima). Elementi grafici: https://www.magnific.com/

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.