fbpx Via un gene, via i grassi | Page 5 | Scienza in rete

Via un gene, via i grassi

Primary tabs

Read time: 1 min

Nei topi l’effetto è sorprendente: basta mettere fuori uso l’enzima che, tramite idrossilazione, inibisce l’attività delle  proteine prodotte dal gene HIF-1 e gli animali non ingrassano né sviluppano steatosi epatica, neppure con una dieta costituita al 60 per cento di lipidi. Anzi, sono magri e con una maggiore sensibilità all’insulina.

Nello studio, pubblicato su Cell Metabolism, Randall Johnson dell’Università di California a San Diego che ha coordinato la ricerca a capo di un gruppo internazionale, ha verificato che bloccando l’enzima, un’asparaginil idrossilasi, non si hanno conseguenze su altre funzioni del gene bersaglio, come l’angiogenesi, l’eritropoiesi o lo sviluppo e che l’effetto è praticamente identico quando  il fattore inibente viene eliminato solo dalle cellule neuronali. L’effetto quindi deve essere mediato essenzialmente a livello del sistema nervoso centrale.

Cell Metabolism pubblicato online il 15 aprile 2010

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Intelligenza artificiale: l’umanità al bivio?

Guido Sanguinetti parte da tre episodi recenti per interrogarsi sui rischi già concreti dell’intelligenza artificiale. Dalla matematica alla cybersicurezza, i sistemi agentici mostrano capacità crescenti proprio nei campi in cui possono verificare automaticamente i propri risultati. Il vero allarme, sostiene Sanguinetti, non è solo la futura superintelligenza, ma una tecnologia già potente, sviluppata in una corsa dominata da interessi economici e geopolitici. Immagine di copertina di i_yudai/Flickr (CC BY 2.0)

Tre eventi recenti fanno riflettere in ambito di intelligenza artificiale (IA).