fbpx Twitter svela l'umore del mondo | Page 2 | Scienza in rete

Twitter svela l'umore del mondo

Primary tabs

Read time: 1 min

E’ davvero innovativo il metodo di ricerca utilizzato da  Scott A. Golder e  Michael Macy della Cornell University di Ithaca, a New York: per fotografare come cambia l’umore dei diversi popoli nel corso della giornata, della settimana e dell’anno, hanno esaminato più di 500 milioni di “tweets”, i brevi messaggi che caratterizzano il social network Twitter, lanciati in rete per due anni da 2,4 milioni di persone di 84 diversi Paesi.

Il risultato è che tutto il mondo è paese: dagli Emirati arabi all’Alaska, la gente si sveglia di buon umore e si deprime sotto il peso degli eventi della giornata, è più contenta a mano a mano che le giornate si allungano e soprattutto nei weekend. Dove il picco positivo è sempre al mattino, ma due ore più tardi che durante la settimana. Probabilmente perché ci si concede un po’ di sonno in più.

Science, pubblicato il 30 settembre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Sociologia

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no