fbpx Tutti i rischi per la salute | Page 7 | Scienza in rete

Tutti i rischi per la salute

Primary tabs

Read time: 1 min

Ora che la notizia del riscontro di iodio radioattivo nel latte di quattro donne giapponesi ha fatto il giro del mondo, ci si continua a chiedere quale sarà l‘impatto sulla salute del terremoto e dello tsunami che si sono abbattuti sulla centrale di Fukushima. Dopo tutto il parlare, a proposito e purtroppo talvolta anche a sproposito, delle scorse settimane, il New England Journal of Medicine,  dall’alto della sua autorevolezza, porta finalmente un po’ di chiarezza. Lo fa con un approfondimento firmato da un gruppo di esperti dell’Università di Pennsylvania a Philadelphia che descrivono, prove alla mano, con l’ausilio di schemi e tabelle molto chiari, quali possono essere i rischi a breve e lungo termine  dell’esposizione alle radiazioni. Per questo raccomandano che siano messi a punto algoritmi precisi e piani di emergenza pronti da mettere in atto in questi casi, per fortuna rarissimi.

New Engl J MEd pubblicato online il 20 aprile 2011 doi: 10.1056/NEJMra1103676

Autori: 
Sezioni: 
Nucleare

prossimo articolo

La geografia capovolta delle competenze socio-emotive

squadra di bambini di cui si vedono le mani unite

Definire e mappare la povertà educativa in Italia è il primo passo per costruire interventi efficaci e favorire lo sviluppo di competenze fondamentali per la persona. Tra queste, quelle socio-emotive, come curiosità, empatia e resilienza, sono decisive per la crescita personale e professionale. Il progetto ENRICH le ha rilevate per la prima volta con un campione rappresentativo su scala nazionale, e i risultati fanno riflettere.

Che cos’è la povertà educativa? Definirla non è mai stato semplice, complice il fatto che questo concetto ha spesso assunto significati diversi e che solo in tempi recenti ha acquisito attenzione sistematica a livello economico e sociologico. Storicamente, e come a volte permane nel senso comune, povertà educativa era sinonimo di analfabetismo. Un problema, quindi, da considerare marginale nei Paesi “avanzati” e risolvibile con una scolarizzazione di massa.