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Trastuzumab dopo la chemio

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Se il cancro al seno è avanzato localmente oppure di tipo infiammatorio, e positivo per il marcatore HER-2, non conviene accontentarsi della consueta chemioterapia neoadiuvante, cioè fatta prima dell'intervento chirurgico. Se oltre a quella, la donna assume per un anno il trastuzumab, l’anticorpo monoclonale che attacca la proteina HER-2 in maniera mirata, significa aumentare dal 56 al 71 per cento le possibilità di sopravvivere senza recidive nei tre anni successivi. Lo studio NOAH, coordinato da Luca Gianni dell’Istituto dei tumori di Milano, che ha confrontato più di un centinaio di donne sottoposte alla cura aggiuntiva con trastuzumab con altrettanti controlli, ha dimostrato inoltre che il trattamento, nonostante la sua nota cardiotossicità, è stato in genere ben tollerato. Si sono infatti verificati solo due casi di scompenso cardiaco che hanno comunque risposto bene alle cure.

Lancet 2010; 375: 377

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Senologia

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