fbpx Una tendina per la Terra | Scienza in rete

Una tendina per la Terra

Primary tabs

Read time: 1 min

Pubblicato uno studio che analizza la fattibilità e i costi di sistemi di mitigazione dell’illuminamento solare basati sull’immissione di aerosol in atmosfera, una strategia per contrastare il riscaldamento globale.

Secondo Justin McClellan (Aurora Flight Science Corporation) e i suoi collaboratori dell’Università di Harvard e della Carnegie Mellon University, siamo certamente già in possesso delle tecnologie per immettere nella stratosfera materiali in grado di ridurre l’ammontare della radiazione solare che colpisce il nostro pianeta. La tecnica, nota come Solar radiation management (SRM), indurrebbe effetti analoghi a quelli osservati in occasione di violente eruzioni vulcaniche e potrebbe essere impiegata quale strategia per contrastare il riscaldamento globale.

I ricercatori hanno valutato la fattibilità di sei differenti progetti in grado di immettere da uno a cinque milioni di tonnellate di aerosol a quote comprese tra i 18 e i 30 chilometri, stimando per tali operazioni un costo inferiore agli 8 miliardi di dollari all’anno. Nello studio, pubblicato su Environmental Research Letters, si sottolinea che l’analisi della fattibilità non ha valutato le possibili conseguenze e i rischi connessi a tale immissione di aerosol in atmosfera e neppure i problemi di gestione politica delle operazioni. Due aspetti, però, che sono tutt’altro che secondari nella corretta valutazione dei progetti di SRM.

Institute of Physics

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.