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Spina bifida operata in utero

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Se l’intervento chirurgico è effettuato durante la gravidanza, il nascituro con la più comune malformazione congenita del sistema nervoso centrale, la spina bifida, avrà crescendo maggiori chance di poter camminare. I bambini con questa condizione, infatti, chiamata dai medici mielomeningocele, restano di solito inchiodati a una sedia a rotelle, hanno difficoltà a controllare la vescica e le funzioni intestinali, presentano un accumulo di liquido nel cervello che può compromettere le loro capacità cognitive: tutto a causa del difetto di chiusura della spina dorsale che non riesce così a proteggere in maniera adeguata il midollo spinale. La conferma che agire prima è meglio viene dalle pagine del New England Journal of Medicine, su cui gli esperti del Children's Hospital of Philadelphia hanno descritto gli esiti a distanza dell’intervento in fase prenatale o dopo la nascita su quasi 200 casi trattati in tre diversi centri statunitensi. L’intervento non è ancora una cura definitiva, ma comunque può rappresentare un primo passo  verso una migliore qualità di vita.

Senza dimenticare tuttavia, che per ridurre drasticamente il rischio di questa malformazione basta che la futura mamma, fin dai mesi precedenti al concepimento, abbia un apporto sufficiente di acido folico, eventualmente anche tramite integratori.

 New Engl J Med  pubblicato online il 9 febbraio 2011

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Chirurgia

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.