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Sotto la demenza c'è un altro HIV

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Nel liquido cerebro spinale dei malati di AIDS che soffrono di demenza ci possono essere due tipi di virus: oltre a quello che circola anche nel sangue, e che tipicamente infetta i linfociti T, ce ne può essere un altro, che si replica nei macrofagi. La maggiore emivita di queste cellule rispetto ai linfociti potrebbe spiegare perché, nella metà dei pazienti esaminati dai ricercatori University of North Carolina at Chapel Hill, la riduzione della conta dei virus nel liquido cerebro spinale in risposta alla terapia è tanto più lenta che nel sangue. «Un’altra osservazione importante è che una di queste varianti è stata trovata nel prelievo del liquido cerebro spinale due anni prima che al malato venisse diagnosticata la demenza»  spiega Ronald Swanstrom, direttore del Center for AIDS Research dell’università statunitense. Un dato che potrebbe influire sulla scelta del momento più adatto per iniziare il trattamento antivirale e che sarà ulteriormente approfondito in un nuovo studio della durata di 5 anni . La ricerca coinvolgerà malati di AIDS senza segni di demenza, grazie a un finanziamento di 3 milioni di dollari del  National Institute of Mental Health.

PLoS Pathogens pubblicato il 6 ottobre 2011

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Sezioni: 
AIDS

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Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.