fbpx Social network in carne e ossa | Page 18 | Scienza in rete

Social network in carne e ossa

Primary tabs

Read time: 1 min

H-networks: questo il nome del progetto che studierà i rapporti, gli incontri e i movimenti di tutto il personale di un'organizzazione nell'ambiente di lavoro. L'obiettivo dell'indagine, che avrà durata di un mese, è quello di creare una mappa accurata delle relazioni che si instaurano all'interno di un'azienda.

Il progetto, coordinato da Massimo Warglien dell'Università Ca' Foscari di Venezia e da Ciro Cattuto della Fondazione ISI, vedrà la partecipazione di 160 dipendenti di H-FARM, incubatore d'impresa trevigiano con sedi sparse per il mondo.

Ai dipendenti verranno applicati dei sensori in grado di catturare ogni contatto ravvicinato fra due o più persone e di trasmetterlo a distanza per essere memorizzato ed elaborato. Nulla a che vedere però con il "grande fratello" assicurano i coordinatori del progetto. Verrà infatti rispettata la privacy di ogni partecipante. 

Fra i tanti obiettivi della ricerca c’è quello di comprendere meglio, attraverso lo spaccato dei movimenti e delle relazioni interpersonali registrati, i meccanismi di circolazione di conoscenze e competenze in un’impresa, il rapporto fra spazi architettonici e relazioni interpersonali, la qualità e quantità di interazione personale e la "qualità umana" del lavoro.

Autori: 
Sezioni: 
Psicologia

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.