fbpx Smemorati da jet-lag | Scienza in rete

Smemorati da jet-lag

Primary tabs

Read time: 1 min

Viaggiate molto in aereo da un continente all'altro? Sicuramente avrete sentito parlare dell'effetto jet-lag e delle sue conseguenze sul vostro fisico. Da oggi però è tempo di aggiornare le vostre conoscenze: secondo uno studio pubblicato dalla rivista PLoS One il jet-lag condizionerebbe la memoria sino ad un mese dopo il viaggio.

Le analisi che hanno portato a questo curioso risultato sono state effettuate sui criceti, simili all'uomo dal punto di vista dei ritmi circadiani. Alternando il ciclo di sonno-veglia, in modo da ricreare dei viaggi Parigi-New York, gli animali hanno mostrato problemi di apprendimento, durati sino a un mese dall'esperimento, rispetto a quelli non sottoposti al viaggio virtuale.

Secondo gli autori dello studio il singolare fenomeno sarebbe l'effetto di una riduzione nella produzione di neuroni a livello dell'ippocampo, quell'area del cervello fondamentale nel misterioso processo della memoria.

Berkeley, University of California

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.