Una ricerca condotta presso
l'Università del Minnesota dimostra che gli effetti devastanti del
fumo sono pronti a scatenarsi già mezz'ora dopo che si è buttato il
mozzicone.
Si sa, fumare fa male – nel mondo
ogni giorno 3000 persone muoiono per cancro ai polmoni e nel 90% dei
casi alla sua origine vi è il fumo delle sigarette – ma che il
danno potesse essere così rapido non se lo aspettavano neppure i
ricercatori. Stephen Hecht (Masonic Cancer Center and Department of
Pharmacology - University of Minnesota) e collaboratori hanno seguito
in 12 fumatori volontari la produzione di un particolare idrocarburo
polinucleare aromatico (il fenantrene) associato al fumo della
sigaretta. La scelta di sorvegliare questo agente chimico è legata
al fatto che, una volta immesso nel sangue, produce una sostanza
tossica che induce le mutazioni genetiche all'origine del tumore.
Nello studio, pubblicato su Chemical
Research in Toxicology, si evidenzia come la produzione della
tossina raggiunga i valori massimi già 15-30 minuti dopo che i
volontari hanno terminato la loro sigaretta. Gli effetti sono così
devastanti e immediati, sottolineano i ricercatori, che è come
se la tossina venisse direttamente iniettata nel sangue.
Sigaretta, danno immediato
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Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).
Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.