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Sigaretta, danno immediato

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Una ricerca condotta presso l'Università del Minnesota dimostra che gli effetti devastanti del fumo sono pronti a scatenarsi già mezz'ora dopo che si è buttato il mozzicone.
Si sa, fumare fa male – nel mondo ogni giorno 3000 persone muoiono per cancro ai polmoni e nel 90% dei casi alla sua origine vi è il fumo delle sigarette – ma che il danno potesse essere così rapido non se lo aspettavano neppure i ricercatori. Stephen Hecht (Masonic Cancer Center and Department of Pharmacology - University of Minnesota) e collaboratori hanno seguito in 12 fumatori volontari la produzione di un particolare idrocarburo polinucleare aromatico (il fenantrene) associato al fumo della sigaretta. La scelta di sorvegliare questo agente chimico è legata al fatto che, una volta immesso nel sangue, produce una sostanza tossica che induce le mutazioni genetiche all'origine del tumore.
Nello studio, pubblicato su Chemical Research in Toxicology, si evidenzia come la produzione della tossina raggiunga i valori massimi già 15-30 minuti dopo che i volontari hanno terminato la loro sigaretta. Gli effetti sono così devastanti e immediati, sottolineano i ricercatori, che è come se la tossina venisse direttamente iniettata nel sangue.

ABC Science

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.