fbpx Sesta Edizione della Scuola di Paleoantropologia | Scienza in rete

Sesta Edizione della Scuola di Paleoantropologia

Primary tabs

Read time: 1 min

Aperte le iscrizioni alla Sesta Edizione della Scuola di Paleoantropologia, che avrà luogo a Perugia dal 22 al 27 Febbraio 2016. Fino al 7 Gennaio sarà possibile iscriversi al corso seguendo le modalità indicate nella Prima Circolare e sul sito www.paleoantropologia.it.
La Scuola è organizzata dal Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia, dal Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria.
Offerta didattica sempre articolata in due livelli: un livello di formazione di base, aperto a studenti, laureati, insegnanti e semplici appassionati, e un livello avanzato dedicato a un workshop tematico: quest'anno si darà spazio all'Antropologia Dentaria!Ospiti d'eccezione della Sesta Edizione saranno Francesco Ferretti (Università di Roma Tre), docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi, e Yoel Rak (Tel Aviv University), paleoantropologo di fama mondiale.

Appuntamento a Perugia, quindi, per una settimana alla scoperta dell'evoluzione umana!

Autori: 
Sezioni: 
Iscrizioni

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.