fbpx I segreti della talpa nuda e longeva | Page 30 | Scienza in rete

I segreti della talpa nuda e longeva

Primary tabs

Read time: 2 mins

Non è solo l’ennesimo genoma a essere sequenziato, né si tratta solo di una curiosità che il risultato riguardi la talpa senza pelo, in termini scientifici eterocefalo glabro. Questo roditore, che vive sotto terra nell’Africa orientale, è infatti un animale più unico che raro: pur essendo un mammifero, non è in grado di regolare la propria temperatura corporea e vive in colonie simili a quelle delle formiche e delle api. Ma a interessare gli scienziati sono soprattutto altri aspetti:per esempio il fatto che l’eterocefalo glabro manca sulla sua pelle di recettori per la sostanza P, per cui è insensibile a certi tipi di dolore, ma soprattutto non sviluppa il cancro neppure quando si cerca di indurglielo sperimentalmente; vive quasi 10 volte più a lungo degli altri roditori, senza mostrare segni di senescenza ed è in grado di riprodursi fino alla fine dei suoi giorni. Capire quali sono i geni alla base di tutte caratteristiche apre ovviamente nuovi spiragli nella conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione dei tumori e all’invecchiamento. «La talpa senza pelo ha geni molto simili ai nostri per numero e posizione» ha dichiarato Vadim Gladyshev, che ha coordinato il lavoro pubblicato su Nature.«Ci sono però differenze sostanziali nella loro espressione: «L’animale per esempio in determinate condizioni sembra in grado di produrre rapidamente e in grandi quantità la proteina p16, un potente oncosoppressore». Partendo dallo studio di questo curioso animale si potrebbero poi scoprire nuovi possibili trattamenti, non solo per la cura dei tumori, ma anche per mettere finalmente a punto l’elisir di lunga vita inseguito dall’umanità fin dalla notte dei tempi.

Nature, pubblicato online il 12 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Chi controlla gli oceani? La battaglia per le boe del clima

foto dell oceano pacifico

Mentre un nuovo episodio di El Niño prende forma nel Pacifico tropicale, negli Stati Uniti si è consumato uno scontro politico attorno alla rete di boe oceanografiche che monitora correnti, temperature e salinità degli oceani. I dati raccolti sono fondamentali per studiare fenomeni come l'AMOC, prevedere eventi estremi e valutare gli effetti del riscaldamento globale. Il Senato ha fermato in extremis lo smantellamento voluto dall'amministrazione Trump.

Mentre un nuovo ciclo di El Niño sta iniziando, la comunità scientifica si chiede quale sarà la sua intensità in un mondo con gli oceani sempre più caldi. 


Anomalie delle temperature del Pacifico nella zona equatoriale collegate al fenomeno El Niño, l'8 giugno 2026. Crediti: NASA Earth Observatory/Lauren Dauphin