fbpx Scoperto il recettore della fertilità | Page 24 | Scienza in rete

Scoperto il recettore della fertilità

Primary tabs

Read time: 2 mins

Izumo ha finalmente trovato la sua metà: Juno. Non parliamo dei protagonisti di una fiction ma bensì di due recettori che si trovano, rispettivamente, sulla superficie di spermatozoi e ovuli ed è soltanto grazie alla loro presenza che le cellule germinali possono riconoscersi e fondersi per dare origine a un nuovo individuo.
A rivelarlo è uno gruppo di scienziati del Wellcome Trust Sanger Institute che sulle pagine di Nature descrivono il meccanismo di attracco degli spermatozoi alla superfice della cellula uovo.
Nel 2005 dei ricercatori giapponesi avevano scoperto Izumo, il recettore che si trova sulla superficie degli spermatozoi e chiamato così in onore delle divinità giapponesi della fertilità ma non erano riusciti a identificare la corrispettiva proteina dell’ovulo.

L’équipe di Gavin Wright è riuscita, oggi, a trovare il tassello mancate. Per arrivare all’identificazione del recettore sulla superfice della cellula uovo gli scienziati hanno creato una versione artificiale della proteina Izumo, per cercare il collegamento sulla superficie dell'ovulo. Attraverso questo procedimento si è scoperto che Izumo, agendo sullo spermatozoo e Juno sull'ovulo, danno il via a una interazione e in seguito alla fecondazione.
Topi femmine privati di Juno risultano sani ma non sono in grado di riprodursi.
“Abbiamo risolto un mistero di lunga data in biologia. Senza questa interazione essenziale, la fecondazione semplicemente non può accadere” ha spiegato Wright. I ricercatori inglesi hanno scoperto inoltre che il recettore Juno dopo la fase iniziale della fecondazione scompare, almeno per 40 minuti, dalla superficie dell'ovulo. Questo meccanismo spiega il perché l'ovulo, una volta fecondato dal primo spermatozoo, non riconosce gli altri che arrivano in seguito.
“Le donne che hanno problemi nel concepimento potrebbero essere testati per vedere se hanno le proteine ​​Juno mancanti o difettose. Lo studio delle interazione fra Juno-Izumo potrà servire anche per mettere a punto una nuova classe di farmaci contraccettivi che interferiscono con questo incrocio”, ha concluso Wright.

Autori: 
Canali: 
Medicina

prossimo articolo

Dentro la stanza ginecologica: perché il design è anche una questione di salute

ginecologo con speculum in mano

E se la visita ginecologica non fosse un rituale immutabile, ma una scena da riscrivere? Nel suo saggio "La sedia del sadico", Chiara Alessi mostra come strumenti e spazi medici riflettano gerarchie e standard costruiti sul corpo maschile, contribuendo al disagio di molte pazienti. Ripensare design, ruoli e prospettive non è solo una questione simbolica: può trasformare l’esperienza della cura e migliorare l’accesso alla salute.

Immaginate di essere nello studio del vostro ginecologo o della vostra ginecologa.  L’esperienza è condizionata dagli oggetti che si trovano nella stanza ginecologica. C’è una differenza, però, rispetto al solito: infatti non siete lì in quanto paziente ma siete voi stesse la figura medica. Per una volta avete il potere e il privilegio di decidere: cosa cambiereste di questo ambiente per sentirvi più a vostro agio durante la visita?