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I-School: proposte di scuola digitale

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Si è chiusa ieri I-School, manifestazione promossa da World Wide Rome, in collaborazione da Asset-Camera e Tecnopolo. L’immagine della scuola che esce fuori dall’incontro a cui ha partecipato anche Francesco profumo, spinge su forme di rinnovamento urgenti, per svecchiare un modello di insegnamento non più adeguato alla situazione attuale. Secondo i partecipatni ad I-School serve una svolta di innovazione, cercando di non sottovalutare la rivoluzione digitale in piena corsa. Il Ministro per l’Istruzione ha accolto la 'provocazione' dell’evento di Roma ricordando gli impegni già presi dal governo: “Ci stiamo muovendo. Mettiamo in rete tutte le più belle esperienze italiane per migliorare il sistema Paese. La scuola con i banchi di formica verde è ormai un pezzo di storia che appartiene a un altro millennio”.

C’è, intanto, una mobilitazione di idee in rete che prova ripensare i modelli di diffusione della conoscenza, anche scolastica. Si tratta principalmente di piattaforme web dove vengono raccolti e resi accessibili al grande pubblico materiali didattici, soprattutto in forma multimediale, video, podcast, documentari. Esempi di condivisione digitale si sono già sperimentati negli ultimi anni (come le popolari TedConference o l’esperienza di Coursera, ideata dalla Stanford University per mettere online corsi universitari gratuiti). Da ieri, 10 ottobre, è online il nuovo portale di OilProject, l’archivio del genere più grande in Italia, che ambisce diventare una sorta di ‘scuola virtuale' in grado di offrire contenuti su temi di vario genere, con la forma di lezioni a distanza.

Mentre quella virtuale prova a colmare le distanze fisiche e culturali, la scuola “reale”, però, chiede risposte per esigenze di altro tipo. Studenti e docenti protestano per i tagli previsti e le strutture fatiscenti, ma anche su questo il ministro Profumo ha voluto rassicurare ricordando che la legge di stabilità prevede un contributo di 182 milioni, già approvato dal Parlamento e che non ha subito tagli. Per provvedere ai problemi strettamente pratici delle scuole, inoltre, "E' prevista la nascita di un'anagrafe degli edifici, consultabile da tutti, che indichi la condizione degli edifici.”

In attesa che la scuola tradizionale ritrovi equilibrio, c’è chi pensa a costruire quello della scuola del futuro, così come l’hanno descritto ad I-School.

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Tipping points e cambiamento climatico: non tutti sono negativi

piedi con due frecce in direzioni opposte

Ci sono momenti in cui un’invenzione, un’idea o un cambiamento apparentemente circoscritto modificano in profondità il nostro modo di vedere il mondo. È accaduto con il telescopio di Galileo e, secoli dopo, con "Primavera silenziosa" di Rachel Carson. Sono tipping points, punti di svolta capaci di produrre conseguenze enormi e inattese. Oggi il termine evoca soprattutto le soglie critiche del cambiamento climatico. Ma esistono anche tipping points positivi: innovazioni tecnologiche, economiche e sociali che possono accelerare la transizione e contribuire a contrastare la crisi climatica.

Nel 1608 un fabbricante di occhiali, l'olandese Hans Lippershey, sovrappone due lenti e realizza il primo approssimativo modello di telescopio: lo strumento si diffonde in pochi mesi in tutta Europa. L’anno seguente Galileo ne comprende l’importanza, lo perfeziona e lo rende idoneo per esplorare il cielo (la vicenda è narrata da Massimo Bucciantini, Il telescopio di Galileo. Una storia europea, pubblicato da Einaudi nel 2012). L’invenzione dissolve in breve tempo un modo di vedere e concepire l’universo durato per migliaia di anni.