fbpx Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina | Page 82 | Scienza in rete

Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina

Primary tabs

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


 

La più grande società di genomica del mondo, per un progetto innovativo di trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità

Il 16 Ottobre 2014 è stato firmato un accordo quadro di durata quinquennale tra BGI Dx (una controllata di BGI di Hong Kong, la più grande società di genomica del mondo) e Bioscience Genomics (spin-off tra Bioscience Institute di San Marino e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, promosso dal Direttore del Dip. di Biologia, Prof.ssa Canini, e dal Direttore del Dip. di Medicina dei Sistemi, Prof. Lombardo).

La firma dell’accordo è avvenuta in occasione del "Fifth Italy - China Innovation Forum", presso il Politecnico di Milano. L'accordo quadro comporta il trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità, e si distingue per il suo approccio innovativo. L'accordo quadro è stato firmato nell'ambito di un accordo più ampio per una più stretta collaborazione in materia di assistenza sanitaria tra Cina e Italia, delineato durante la visita del Premier cinese Li Keqiang. Lo scopo dell'accordo quadro è definire i termini per lo sviluppo di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, finalizzata a attività e scambi nel campo delle scienze della vita e della medicina personalizzata tra BGI Dx e Bioscience Genomics. In particolare, l'accordo intende facilitare un processo di trasferimento di tecnologia che permette a Bioscience Genomics di utilizzare piattaforme tecnologiche per il sequenziamento genetico brevettato da BGI Dx nel campo del test prenatale non-invasivo (NIPT). L'accordo prevede un progetto di investimento complessivo di EUR 5.760.000, ed un risultato economico previsionale di EUR 14,4 milioni.

Ufficio Stampa Università Tor Vergata

Sezioni: 

prossimo articolo

Come non pubblicare in medicina: perché le riviste rifiutano i lavori

macchina da scrivere

Tra errori clamorosi, vizi strutturali e nuove sfide come l’intelligenza artificiale, il nuovo libro di Luca De Fiore, "Come non pubblicare in medicina" (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), ribalta con ironia le regole della pubblicazione scientifica per mostrarne i limiti più profondi. Non solo un manuale per evitare brutte figure , ma una riflessione su un sistema imperfetto e sempre più bisognoso di trasparenza, ma ancora necessario.

«Gentile direttore del New England Journal of Medicine…»: peccato che l’indirizzo fosse quello dell’editor di Jama. È successo mille volte, racconta Robert M. Golub: il destinatario era lui, all’epoca executive deputy editor della seconda rivista, e tutte le volte che ha letto un’intestazione così clamorosamente sbagliata ha pensato che gli autori della mail non dovessero essere campioni della cura del dettaglio. Succede. Come succede di dimenticarsi le tracce delle revisioni ancora visibili o di inciampare in sciatterie di formattazione, e anche molto peggio.