fbpx La rigidità rende fragile il DNA | Page 5 | Scienza in rete

La rigidità rende fragile il DNA

Primary tabs

Read time: 2 mins

L’integrità del DNA è anche una questione di plasticità. Ritorta, avvolta, superavvolta, e poi srotolata e divisa nei suoi due filamenti: ogni molecola di DNA è esposta anche alle tensioni fisiche legate ai due fenomeni, spesso concomitanti, di trascrizione e traduzione. I sistemi di sorveglianza della cellula sana, però, riescono a modificare le strutture dei punti di ancoraggio del DNA sulla membrana nucleare alleviandone così la tensione. Secondo l’ipotesi degli scienziati queste proteine agirebbero come sismografi, registrando le vibrazioni meccaniche della molecola di DNA ed entrando in azione quando rilevano sollecitazioni. «Nella cellula tumorale questo sistema è alterato, per cui il DNA è molto più rigido, quindi più fragile e predisposto a rompersi con maggior facilità» spiega Marco Foiani, dell’IFOM di Milano, che ha coordinato lo studio pubblicato su Cell. Lo scenario è inoltre reso più drammatico dal ritmo forsennato e incontrollato con cui la cellula neoplastica prolifera e quindi replica il proprio DNA e al fatto che a tutto questo si associa uno stravolgimento dei programmi di trascrizione.

«Ora che sappiamo che la rigidità è un aspetto cruciale della fragilità dei cromosomi delle cellule tumorali – spiega Foiani – potremmo pensare di sfruttare questa caratteristica per colpire i tumori. Per esempio potremmo esasperarla fino a rendere il DNA talmente fragile da provocarne la distruzione, portando alla morte le cellule malate». In sperimentazione clinica ci sono già farmaci che vanno in questa direzione.

Cell 2011;146: 233

Autori: 
Sezioni: 
Tumori

prossimo articolo

Neurodivergenze: la stagione delle autodiagnosi

mani con smartphone

Sempre più persone sui social parlano di neurodivergenze come autismo e ADHD - e sempre più persone, spesso adolescenti, affermano di averne una, a volte anche senza aver mai consultato uno specialista: si parla di autodiagnosi. Secondo alcuni, chi si autodiagnostica una neurodivergenza sta solo cercando attenzioni o seguendo una moda, ma gli psicologi non ne sono troppo convinti. Le possibili cause sono varie e no: non c’entra necessariamente TikTok. Ma forse la sanità pubblica sì. 

In un episodio della serie TV del 2024 English Teacher, il protagonista (che, come suggerisce il titolo, è un insegnante) ha una discussione con una studentessa che afferma di avere la «sindrome di Tourette asintomatica». Alla domanda se abbia ricevuto una diagnosi formale, la ragazza risponde che non può riceverne una: la sindrome, essendo asintomatica, può essere solo autodiagnosticata.