Dalla Svezia all’India, per cercare di quantificare le conseguenze dell’industria farmaceutica locale sull’ambiente. Un gruppo di ricercatori di Goteborg, un paio di anni fa, aveva denunciato che nelle acque fuoriuscite dall’impianto di depurazione di Patancheru, vicino a Hyderabad,che raccoglie gli scarichi di una novantina di aziende della regione, si raggiungeva una concentrazione di antibiotici equivalente a quella ottenuta ad alti dosi terapeutiche. L’analisi del DNA isolato dagli stessi campioni di sedimenti, attraverso una innovativa tecnica di bioinformatica, ha svelato oggi la presenza di una grande quantità di geni noti per conferire resistenza ai batteri, trasposoni e plasmidi. Il rapporto di causa ed effetto non è chiarissimo: il gene più comune tra quelli trovati è rivolto contro le sulfonamidi, che non si trovano in quelle acque, mentre non c’è traccia di resistenza ai fluorochinoloni, gli antibatterici che le inquinano di più.
Resistere a un fiume di antibiotici
Primary tabs
prossimo articolo
ECHO: quando i cittadini diventano scienziati del suolo

Il progetto europeo di citizen science ECHO coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Foto di Maximilian Carl Stahl
Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio.