Sembra uno scherzo, ma non è così. L’Organizzazione canadese Grand Challlenges e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno reso noto pochi giorni fa di aver stanziato 775.000 dollari per sostenere il progetto di Fredros Okumu, dell’Istituto di sanità di Ifakara, in Tanzania. «Le zanzare sono attratte dall’odore dei piedi quattro volte più che dai corpi dei volontari» ha spiegato Okumu, che ha raccontato come sia stato lo scienziato olandese Bart Knols, una quindicina di anni fa, a scoprire il fenomeno. «In questi anni abbiamo messo a punto una miscela che riproduce lo stesso odore, in modo da attrarre le zanzare in un’apposita trappola, dove riusciamo a ucciderne con un veleno il 95 per cento». Il dispositivo purtroppo è ancora un po’ caro per poter essere diffuso sul territorio africano, ma i ricercatori sperano di abbassarne il prezzo tra i 4 e i 27 dollari. «Secondo i nostri calcoli dovrebbero bastarne 20 per proteggere un migliaio di abitanti» ha aggiunto il ricercatore africano, che, con i finanziamenti appena ricevuti, sta per iniziare uno studio che servirà anche a capire come piazzare le trappole: né troppo vicine agli esseri umani dove potrebbero essere rischiose, per il fatto di attirare le zanzare, né troppo lontane dove potrebbero rivelarsi inutili.
Puzza di piedi antizanzare
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.