Sembra uno scherzo, ma non è così. L’Organizzazione canadese Grand Challlenges e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno reso noto pochi giorni fa di aver stanziato 775.000 dollari per sostenere il progetto di Fredros Okumu, dell’Istituto di sanità di Ifakara, in Tanzania. «Le zanzare sono attratte dall’odore dei piedi quattro volte più che dai corpi dei volontari» ha spiegato Okumu, che ha raccontato come sia stato lo scienziato olandese Bart Knols, una quindicina di anni fa, a scoprire il fenomeno. «In questi anni abbiamo messo a punto una miscela che riproduce lo stesso odore, in modo da attrarre le zanzare in un’apposita trappola, dove riusciamo a ucciderne con un veleno il 95 per cento». Il dispositivo purtroppo è ancora un po’ caro per poter essere diffuso sul territorio africano, ma i ricercatori sperano di abbassarne il prezzo tra i 4 e i 27 dollari. «Secondo i nostri calcoli dovrebbero bastarne 20 per proteggere un migliaio di abitanti» ha aggiunto il ricercatore africano, che, con i finanziamenti appena ricevuti, sta per iniziare uno studio che servirà anche a capire come piazzare le trappole: né troppo vicine agli esseri umani dove potrebbero essere rischiose, per il fatto di attirare le zanzare, né troppo lontane dove potrebbero rivelarsi inutili.
Puzza di piedi antizanzare
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Il telescopio nato per spiare la Terra che ora guarderà l'universo

Lanciato il 30 agosto e in viaggio verso il punto L2, il Roman Space Telescope osserverà con un campo di vista cento volte più ampio di Hubble per mappare la materia oscura, misurare l'espansione dell'universo e scovare fino a 100.000 esopianeti. Ma il suo specchio non era nato per il cielo: era un telescopio spia costruito per l'intelligence militare statunitense e donato alla NASA nel 2011, che ha così salvato una missione a corto di fondi. Oggi porta il nome di Nancy Grace Roman, prima astronoma capo della NASA. (Immagine: “Nancy Grace Roman Space Telescope Primary Mirror” di NASA's Nancy Grace Roman Space Telescope, CC BY-NC-ND 2.0)
Il Roman Space Telescope, lanciato il 30 agosto ed ora in viaggio verso il punto Lagrangiano L2 a 1,5 milioni di km dalla Terra, aprirà nuovi orizzonti allo studio della materia oscura, dell'espansione dell'universo e dei pianeti extrasolari.