Sembra uno scherzo, ma non è così. L’Organizzazione canadese Grand Challlenges e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno reso noto pochi giorni fa di aver stanziato 775.000 dollari per sostenere il progetto di Fredros Okumu, dell’Istituto di sanità di Ifakara, in Tanzania. «Le zanzare sono attratte dall’odore dei piedi quattro volte più che dai corpi dei volontari» ha spiegato Okumu, che ha raccontato come sia stato lo scienziato olandese Bart Knols, una quindicina di anni fa, a scoprire il fenomeno. «In questi anni abbiamo messo a punto una miscela che riproduce lo stesso odore, in modo da attrarre le zanzare in un’apposita trappola, dove riusciamo a ucciderne con un veleno il 95 per cento». Il dispositivo purtroppo è ancora un po’ caro per poter essere diffuso sul territorio africano, ma i ricercatori sperano di abbassarne il prezzo tra i 4 e i 27 dollari. «Secondo i nostri calcoli dovrebbero bastarne 20 per proteggere un migliaio di abitanti» ha aggiunto il ricercatore africano, che, con i finanziamenti appena ricevuti, sta per iniziare uno studio che servirà anche a capire come piazzare le trappole: né troppo vicine agli esseri umani dove potrebbero essere rischiose, per il fatto di attirare le zanzare, né troppo lontane dove potrebbero rivelarsi inutili.
Puzza di piedi antizanzare
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Fascisti e antisemiti

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.
In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0
Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.