Sembra uno scherzo, ma non è così. L’Organizzazione canadese Grand Challlenges e la Bill and Melinda Gates Foundation hanno reso noto pochi giorni fa di aver stanziato 775.000 dollari per sostenere il progetto di Fredros Okumu, dell’Istituto di sanità di Ifakara, in Tanzania. «Le zanzare sono attratte dall’odore dei piedi quattro volte più che dai corpi dei volontari» ha spiegato Okumu, che ha raccontato come sia stato lo scienziato olandese Bart Knols, una quindicina di anni fa, a scoprire il fenomeno. «In questi anni abbiamo messo a punto una miscela che riproduce lo stesso odore, in modo da attrarre le zanzare in un’apposita trappola, dove riusciamo a ucciderne con un veleno il 95 per cento». Il dispositivo purtroppo è ancora un po’ caro per poter essere diffuso sul territorio africano, ma i ricercatori sperano di abbassarne il prezzo tra i 4 e i 27 dollari. «Secondo i nostri calcoli dovrebbero bastarne 20 per proteggere un migliaio di abitanti» ha aggiunto il ricercatore africano, che, con i finanziamenti appena ricevuti, sta per iniziare uno studio che servirà anche a capire come piazzare le trappole: né troppo vicine agli esseri umani dove potrebbero essere rischiose, per il fatto di attirare le zanzare, né troppo lontane dove potrebbero rivelarsi inutili.
Puzza di piedi antizanzare
Primary tabs
prossimo articolo
Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).
Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967 lungo 1182 che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.