La bozza della nuova direttiva sulla sperimentazione animale in Europa è uscita dalla riunione della commissione del Parlamento europeo incaricata di valutarla con qualche piccola correzione: sono state infatti accolte alcune delle obiezioni avanzate da molte parti su un provvedimento che a gran parte dei ricercatori appare eccessivamente restrittivo. E' stata per esempio tolta la clausola che intendeva restringere gli studi sui primati alle malattie mortali o debilitanti e si è consentito di riutilizzare gli animali per procedure che possono provocare un dolore "moderato" e non solo "leggero". Rimangono però le indicazioni a estendere le norme protettive anche ad alcuni tipi di invertebrati e alle loro larve oppure le modifiche richieste alle caratteristiche degli stabulari, che secondo gli esperti incrementerebbero i costi del 25 per cento. Resta quindi la preoccupazione che l'aumento delle incombenze burocratiche e dei costi legati alla nuova normativa - che deve comunque ancora affrontare un lungo iter legislativo prima di essere definitivamente approvata - finisca con l'ostacolare la ricerca in Europa e porti le aziende a delocalizzare i loro laboratori in Paesi più tolleranti.
Proteggere cavie e scienziati
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Alcol: l'epidemia che non fa rumore

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.
Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons
Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».