fbpx Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene | Page 7 | Scienza in rete

Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le Iene, dopo aver propagandato il "veleno di scorpione omeopatico", che avrebbe curato il cancro, e dopo aver fatto da megafono alla propaganda al ‘metodo’ Stamina, presentato come cura miracolosa per tuTte le malattie neurodegenerative, hanno deciso (purtroppo) di dedicarsi di nuovo alla salute e alla scienza.

Nella puntata di Venerdì 9 Maggio, per il ciclo "Alimentazione e Cancro", la iena Matteo Viviani ha spacciato il libro "The China Study" come straordinaria rivelazione per la cura del cancro. Come nelle precedenti vicende, nonostante le tragiche e definitive smentite, ancora una volta si è puntato solo sul sensazionalismo della notizia, mentre la sicurezza, la serenità e la salute degli ascoltatori sono passate in secondo piano.

E così, dopo Vannoni, abbiamo un nuovo ciarlatano, T. Colin Campbell, l'autore del libro.

Pro-Test Italia, associazione di ricercatori e studenti a difesa del metodo scientifico, ritiene che tutto questo sia inaccettabile e che gli autori de Le Iene stiano ampiamente sottovalutando il rischio concreto che persone disperate a causa della malattia abbandonino le cure mediche per affidarsi unicamente a un cambiamento di dieta.

In quel caso - sostiene Ambra Giulia Marelli, VicePresidente di Pro Test Italia - non sarà sufficiente giustificarsi facendo appello a un presunto dovere di cronaca, in quanto il dovere di cronaca prevede anche di sottolineare chiaramente quanto queste ‘terapie’ non siano efficaci e siano anche pericolose. Per questo domani alcuni di noi saranno davanti alla sede delle Iene per sottolineare quanto sia deleterio il loro modo di fare spettacolo”.

Pro-Test Italia

Sezioni: 

prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.