fbpx Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene | Page 8 | Scienza in rete

Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le Iene, dopo aver propagandato il "veleno di scorpione omeopatico", che avrebbe curato il cancro, e dopo aver fatto da megafono alla propaganda al ‘metodo’ Stamina, presentato come cura miracolosa per tuTte le malattie neurodegenerative, hanno deciso (purtroppo) di dedicarsi di nuovo alla salute e alla scienza.

Nella puntata di Venerdì 9 Maggio, per il ciclo "Alimentazione e Cancro", la iena Matteo Viviani ha spacciato il libro "The China Study" come straordinaria rivelazione per la cura del cancro. Come nelle precedenti vicende, nonostante le tragiche e definitive smentite, ancora una volta si è puntato solo sul sensazionalismo della notizia, mentre la sicurezza, la serenità e la salute degli ascoltatori sono passate in secondo piano.

E così, dopo Vannoni, abbiamo un nuovo ciarlatano, T. Colin Campbell, l'autore del libro.

Pro-Test Italia, associazione di ricercatori e studenti a difesa del metodo scientifico, ritiene che tutto questo sia inaccettabile e che gli autori de Le Iene stiano ampiamente sottovalutando il rischio concreto che persone disperate a causa della malattia abbandonino le cure mediche per affidarsi unicamente a un cambiamento di dieta.

In quel caso - sostiene Ambra Giulia Marelli, VicePresidente di Pro Test Italia - non sarà sufficiente giustificarsi facendo appello a un presunto dovere di cronaca, in quanto il dovere di cronaca prevede anche di sottolineare chiaramente quanto queste ‘terapie’ non siano efficaci e siano anche pericolose. Per questo domani alcuni di noi saranno davanti alla sede delle Iene per sottolineare quanto sia deleterio il loro modo di fare spettacolo”.

Pro-Test Italia

Sezioni: 

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.