fbpx Polvere e modelli climatici | Scienza in rete

Polvere e modelli climatici

Primary tabs

Read time: 2 mins

Gli attuali modelli climatici potrebbero aver sottostimato anche di otto volte l'effettiva quantità delle silt, le polveri a grana più grossa disperse in atmosfera dalle tempeste di polvere dei deserti.

E' quanto emerge dallo studio di Jasper F. Kok (National Center for Atmospheric Research – Boulder, Colorado) pubblicato a fine anno su PNAS. La conclusione di Kok si basa sulla sua analisi della frammentazione dei grani di polvere trasportati dal vento, una frantumazione che sarebbe del tutto simile a quella che avviene con materiali fragili come il vetro.

Da tempo gli studiosi del suolo sanno che la polvere possiede comportamenti identici a quelli dei materiali fragili e dal canto loro i fisici dispongono di una efficace descrizione della frantumazione di questi materiali. Kok ha messo assieme le due idee giungendo alla conclusione che nel corso di una tempesta di sabbia vengono prodotte frazioni sostanzialmente identiche di particelle piccole, medie e grandi. Le analisi delle polveri raccolte nel bel mezzo di sei tempeste di sabbia in differenti parti del globo gli danno ragione.

Gran parte dei modelli climatici si basano anche sulle rilevazioni di satelliti che misurano la quantità di particelle sospese in atmosfera, ma a queste rilevazioni sfuggono le particelle più grandi. Secondo Kok le tempeste di polvere producono da due a otto volte più silt di quanto finora ritenuto dai climatologi e di questa presenza i modelli dovrebbero opportunamente tenerne conto. E' vero che queste particelle sono le prime a precipitare al suolo, ma non si può certo trascurare il loro ruolo, soprattutto nei modelli matematici impiegati per le previsioni meteorologiche a breve termine nelle regioni più polverose del pianeta.

Wired

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Free tag: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Il mio ritratto di Anthony Fauci, inquisito dal partito della anti-scienza

Anthony Fauci, a 85 anni, si trova a dover testimoniare davanti alla Commissione del Senato per accertare l'origine della pandemia di Covid-19, in un'atmosfera da resa dei conti da parte del partito che ai tempi suggeriva di difendersi con la clorochina. Il grande medico è di nuovo al centro delle polemiche anche per aver scelto di non rispondere alle domande invocando il quinto emendamento. Il medico immunologo del San Raffaele e presidente di Patto Trasversale per la Scienza Guido Poli, che ha a lungo lavorato con lui, ricorda in questo articolo le battaglie di Tony Fauci nella storia della sanità statunitense e internazionale, dall’AIDS alla pandemia. L’immagine è tratta dal filmato (public domain) della audizione di A. Fauci del 29 luglio 2026 davanti al Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee.