Paul Vaska e i suoi colleghi del Brookhaven National Laboratory di Upton, New York, hanno messo a punto un apparecchio per la tomografia a emissione di positroni talmente piccolo da poter essere indossato dai topi, liberi così di muoversi durante la registrazioni delle immagini funzionali cerebrali. Il tracciante iniettato per l’esecuzione dell’esame mette infatti in evidenza le diverse aree del cervello attivate di conseguenza a vari stimoli o durante certe reazioni: tutte valutazioni che finora non potevano essere fatte negli animali da laboratorio, che diversamente dagli esseri umani potevano essere tenuti in osservazione nella macchina solo in anestesia o comunque immobilizzati. Così invece sarà possibile studiare le risposte comportamentali e funzionali insieme a diversi stimoli cognitivi, farmacologici o ambientali.
PET portatile per topi
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Obesità, oltre il farmaco: la sfida tra cure, equità e stigma

Le nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta nel trattamento dell’obesità, introducendo i farmaci GLP-1 come opzione terapeutica per gli adulti. Ma la loro diffusione solleva interrogativi su accesso, sostenibilità e appropriatezza clinica. L’obesità resta una malattia complessa, che richiede approcci integrati e personalizzati. Tra innovazione farmacologica, disuguaglianze e stigma persistente, la sfida è costruire percorsi di cura realmente centrati sulla persona.
Nel febbraio 2026, il Journal of Medical Association (JAMA) ha pubblicato le linee guida per il trattamento dell’obesità, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine 2025. La terapia che l’OMS raccomanda per gli adulti - donne in gravidanza escluse - si basa sui farmaci GLP-1 agonisti, come la semaglutide o la liraglutide.